Too soon…
Da Claudio Messora: Tv e giornali fanno i furbi? Poco male: l’informazione se la producono i cittadini. Tra di loro, grazie a internet! Ormai avrete capito che la cultura e la conoscenza si fanno e si producono in rete. Ho cominciato io con “InternetFORGiuliani”, il DVD prodotto dalla rete per la rete sulla prevedibilità dei terremoti. Altri vanno avanti, e ne do volentieri notizia, perché vanno sostenuti. “OTTOCENTOQUARANTANOVE” è un documentario sul terremoto. Un documentario “realista” che non vuole dimostrare niente ma solo “mostrare”, con un taglio che scoprirete inedito. Un pezzo cruciale di informazione che produrrete voi, dal basso. 15 euro a testa, compreso il DVD che vi arriverà per posta.
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A due anni dal terremoto del 6 Aprile 2009 che ha devastato la città e la provincia de L’Aquila, si ritorna in quei luoghi.
Con gli occhi pieni di immagini ormai vecchie, il cervello imbottito di rassicurazioni, avallate dal silenzio che circonda la materia, andiamo a vedere come stanno veramente le cose lì.
A dispetto di altri documentari che vogliono sostenere tesi, questo documentario vuole capire una realtà distante anni luce da quella quotidiana del resto degli italiani.
Capire.
Capire cos’è successo.
Capire cosa sta succedendo ora.
Capire cosa c’è stato in questi due anni, per buona parte passati sotto silenzio.
Per fare questo, il mezzo a cui ci affidiamo è la testimonianza diretta delle persone che hanno vissuto l’evento e che devono combattere ogni giorno per conquistare pezzetti di normalità, che finisce con l’essere il più forte desiderio collettivo.
Gli Aquilani ci mostrano, attraverso i loro tentativi per ritornare ad essere una comunità cittadina, cosa significhi vivere oggi in quella terra che sembra ormai parte di una realtà parallela.
La normalità, accostata alla realtà de L’Aquila, fa infatti sembrare quest’ultima un altro stato o un pianeta alieno che noi intendiamo esplorare.
La voce delle persone, spesso assente in molti altri documentari o servizi giornalistici, diviene la protagonista in grado di guidarci e fare chiarezza sui numerosi dubbi che aleggiano intorno al “caso Aquilano”.
Sandra Izbasa European champion on vault, good to see a gymnast who’s actually a woman and not a “pixie”…
From Jezebel, a gem of hypocrisy:
I was a very naive 21 year old in the mid ’80s and was surprised to learn that a fellow acting student, a beautiful Catholic girl from Philadelphia, had a standing appointment every six weeks or so with a gynecologist for, what she termed, a menstrual extraction. By that point I’d taken my roommate to an abortion clinic in the central part of the state and was pretty well-versed in birth control methodologies, but I’d never heard the term menstrual extraction before. I asked my classmate what that was and she said it was a procedure wherein the doctor extracted the uterine lining, thus making one’s period much shorter and more convenient. She then explained that most of the Catholic women she knew, all well-insured and well off financially, had the procedure done regularly. Unthinking, I blurted out, “But isn’t that the same as an abortion?” “Oh no,” She replied very seriously. “By having it done regularly, it’s just a medical procedure. No sin involved.” Now, more than a quarter of a century later, no longer naive and somewhat jaded, I find I’m still boggled by this.
Oz deleted scene - Keller and Sister Pete (by RhymePhile)

